Icona “Cristo tra le potenze” (tavola 29 x 29)

Quest’icona viene di solito collocata in posizione centrale all’interno dell’iconostasi (parete divisoria decorata con icone, che separa la navata dal santuario dove viene celebrata l’Eucaristia ,nelle chiese di rito orientale). Questo è dovuto

all’importanza di ciò che raffigura, cioè la funzione ricapitolatrice di tutto i mistero di Cristo, che prende una carne per recuperare la materia decaduta dell’antico Adamo, che muore e risorge per donare una nuova vita, sale al cielo con la promessa del ritorno, e ritorna una seconda volta nel compimento di un cielo nuovo e una terra nuova.

Dal corpo del Cristo si irradiano dei fasci di luce che penetrando lo spazio spirituale, arrivano fino ai quattro angoli del quadrilatero rosso che rappresenta il mondo materiale con i suoi 4 punti cardinali. All’interno degli angoli sono dipinti i 4 evangelisti perché è attraverso la Parola di Dio che il mondo immerso nel peccato riceve salvezza e luce. I simboli dei 4 evangelisti si rifanno ad Apocalisse 4,7. In alto a sinistra l’uomo alato o angelo simboleggia Matteo perché il suo vangelo inizia con l’elenco degli uomini antenati di Gesù Messia. In alto a destra l’aquila simboleggia Giovanni: il volo verso la divinità e l’illuminazione attraverso lo Spirito Santo. A sinistra in basso il leone fa riferimento a Marco indicando Cristo come Re (il leone di Giuda) e narra la sua dignità regale. Il leone è anche simbolo del deserto e associa la regalità al sacrificio subito per la redenzione dell’uomo. A destra in basso, il bue (Luca) è segno del sacrificio e della mansuetudine di Cristo. Il Cristo alza la mano destra in segno di benedizione mentre nella mano sinistra tiene il libro dai sette sigilli, che si trova aperto e contiene questo testo:” Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria”( Matteo 25,31).

Siede su un trono finemente delineato e riprende la simbologia cosmica con il suo sedile cubico sormontato da un arco di cerchio, mentre la predella su cui poggia i piedi sottolinea ulteriormente la sua signoria:” Il cielo è il mio trono, la terra lo sgabello dei miei piedi”(Isaia 66,1). Le ruote rosse attorno a questa predella indicano i troni, realtà angeliche molto più vicine all’uomo di quanto non lo siano i cherubini e i serafini ed è per questo che sono dipinte di rosso. Il riferimento biblico è Colossesi 1,16.

Il rombo rosso che comprende  e abbraccia il Cristo seduto in trono, rappresenta il mondo divino. In questo caso il colore rosso simboleggia l’amore di Dio che come un fuoco accende e trasforma, penetrando tutte le cose che incontra.

Il rombo rosso poggia su due mondi, il mondo degli angeli rappresentato dalla mandorla verde-azzurro e il mondo materiale(quadrilatero rosso con alle estremità gli esseri viventi), li raggiunge e li penetra.

Il mondo degli angeli serafini e cherubini fa da intersezione fra la realtà di Dio e il mondo materiale. E’ un mondo spirituale e ciò è indicato dalla trasparenza dei colori. 

I raggi inoltre, che provengono da Dio, formano la lettera X iniziale di Cristo. Tutto ciò sottolinea la profondità della cristologia in questa icona: è Cristo che interseca e ricapitola tutte le diverse realtà attraverso il suo mistero.